L’oro verde degli Iblei

C’era, prima del castello federiciano e di qualsiasi insediamento medioevale. Alto e possente, lo era prima ancora che gli spagnoli mortificassero la Trinacria e, in tempi passati, ha fatto ombra a Romani, Bizantini, Arabi e Normanni.

Oggi domina ancora l’assolata e fertile campagna ragusana, più alto dei ruderi, più grande e grosso di qualsiasi albero. Rugoso e stanco, adesso fa discutere i vecchi di Acate e stuzzica la fame di scoop di qualche giornalista di passaggio.
E’ un ulivo ultracentenario, forse millenario e secondo alcuni studiosi è tra i più vecchi del Mediterraneo. Ma di alberi così ce ne sono uno per ogni provincia, per ogni contrada siciliana, perchè si potrebbe dire che la Sicilia è nata con l’olivo e l’olivo con la Sicilia. Le accese dispute, permeate di campanilismo, su quale sia l’ulivo millenario più antico del Mediterraneo, danno una scossa alle oziose mattinate al bar dei pensionati e appassionano i naturalisti, ma alimentano una certezza: di strada insieme l’olivo e la Sicilia ne hanno fatta e l’oro verde che ne viene estratto è sicuramente tra i migliori e più noti in Italia e nel mondo.

Migliaia sono gli ulivi centenari che caratterizzano la campagna iblea

Di ogni provincia e contrada ne esalta i colori, i profumi, i sapori, in una sapiente evoluzione produttiva che non ha mai tralasciato le origini e l’intensità di questa terra e dei suoi uomini. La storia e la cultura della Sicilia sono condensati in un olio unico, ricco di  preziose sfumature a testimonianza di un sapore  sempre antico e sempre nuovo. Il perché di queste preziose sfumature è dimostrato dalle innumerevoli cultivar e dagli altrettanti ecotipi che fioriscono nei territori da Trapani a Messina, da Caltanissetta a Ragusa e Siracusa, passando per gli uliveti di Akragas che hanno appassionato lo storico Diodoro Siculo.
Le cultivar siciliane più diffuse sono otto: Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Oglialora Messinese, Santagatese e Tonda Iblea e, assieme, raggiungono l’80% di tutti gli olivi coltivati in Sicilia. Nel comprensorio degli Iblei le varietà principe sono la Nocellara etnea, la Moresca, la Nocellara messinese, la Tonda Iblea, Verdese e, in quantità minore, la Biancolilla.

La varietà di olive siciliane sono tante quante le varianti di gusto e profumo

La tonda iblea dà oli fruttati medio-intensi, con sicura percezione di piccante sull’amaro. Il sentore caratteristico della varietà è il pomodoro verde e la foglia di pomodoro. Dal carattere spiccato è ottimo su insalate, arrosti, minestre e zuppe. L’olio extra vergine di oliva DOP Monti Iblei ha trovato in questi ultimi anni un innovato utilizzo nell’arte culinaria e ruolo determinante in pasticceria ad opera di importanti “mastri dolciari” che hanno sostituito totalmente il burro nella preparazione dei panettoni.
L’area di produzione coincide interamente con il massiccio dei Monti Iblei che comprende le province di Siracusa, Ragusa e Catania dove, ad estese aree pianeggianti, si alternano altopiani di roccia calcarea, solcati e scavati dall’acqua che ha creato ampie incisioni più o meno profonde, con andamento tortuoso, le “Cave”.

L’olio dop Monti iblei dell’azienda Terraliva è uno dei più premiati al mondo

Share:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su linkedin
LinkedIn
On Key

Related Posts

EnglishFrançaisDeutschItalianoРусскийEspañol
apri chatt
ciao, sono online.
ciao,
sono online

Su questo sito Web utilizziamo strumenti che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Per ulteriori informazioni leggi la nostra informativa