serra san bruno i diari della caponata

Parco delle Serre, oltre la Certosa di San Bruno: tra foreste incantate e buon cibo la Calabria meno conosciuta

«In territorio di Calabria, io abito in un eremo abbastanza lontano, da tutti i lati, dalle abitazioni degli uomini. Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo consono l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? Né mancano orti irrigati, né alberi da frutto svariati e fertili».

San Bruno i diari della caponataCosì Bruno di Colonia racconta i luoghi in cui visse in eremitaggio nelle Serre calabresi e dove, nel 1091 gettò le basi per la fondazione della Certosa di Serra San Bruno. Dopo aver letto questo passo, la prima sorpresa per chi avrà la fortuna – come me – di visitare questa parte della Calabria meno battuta dai flussi turistici, sarà proprio di rendersi conto che, in oltre un millennio, nulla o poco è cambiato rispetto alla descrizione del monaco certosino.

Una comoda e suggestiva passeggiata di un’ora nelle foreste di Serra San Bruno, tra la famosa Certosa e il Santuario della Madonna del Bosco, può bastare a garantirvi l’immersione nella magia di questi luoghi. L’imponenza dei pini larici, degli abeti bianchi, dei castagni, degli ontani, dei lecci, dei pioppi e degli aceri vi sovrasterà, ma stranamente non vi sentirete mai disorientati o a disagio. L’aria che si respira è di assoluta quiete e, se sarete fortunati (ma neppure tanto), potrete fare qualche piacevole incontro con la fauna locale, in particolare con i simpaticissimi scoiattoli che abitano questa foresta incantata.

Mongiana i diari della caponata
“Villa Vittoria”, centro visite del Reparto carabinieri per la tutela della Biodiversità

Chi ha gambe allenate e voglia di emmergersi totalmente nella natura ha la possibilità di scegliere tra una mezza dozzina di sentieri ben segnalati che gli permetteranno di percorrere in lungo e largo l’area delle Serre, nel territorio compreso tra i comuni di Stilo, Serra San Bruno, Brignaturo e Mongiana. Con tempi di percorrenza che vanno dalle due ore del sentiero Archiforo alle 8 ore del Frassati.

A coloro che si accontentano (si fa per dire) di una passeggiata salutare consigliamo il comodo percorso su strada sterrata che dalla Certosa porta al Santuario di Santa Maria del Bosco. Il sentiero si dipana comunque tra luoghi ameni, costeggiando e attraversando torrenti con una sosta ristoro e l’arrivo nel luogo in cui San Bruno cominciò il suo eremitaggio.

Lasciata la Certosa, in pochi minuti di auto sarete a Serra San Bruno, dove potrete passeggiare nel piacevole centro storico e visitare alcune chiese interessanti. Vi consiglio però di non perdere l’occasione di raggiungere in undici minuti di auto Mongiana, comune ad oltre 900 metri di altezza, immerso nel verde lussureggiante delle Serre. Sono due i motivi che mi spingono a consigliarvi questa deviazione: il primo piacerà a voi ma soprattutto ai vostri figli e si chiama “Villa Vittoria”, centro visite del Reparto carabinieri per la tutela della Biodiversità.

cervo mongiana i diari della caponata
Uno dei cervi ospiti della riserva

Un luogo sorprendente, porta di accesso alla riserva naturale biogenetica di Cropani-Micone e Marchesale. Quasi 1.500 ettari di boschi, torrenti, laghetti e fontane che racchiudono il patrimonio faunistico e vegetale di questa incredibile parte dell’appennino calabrese. Basta una passeggiata di un paio d’ore per vivere un’esperienza indimenticabile in un luogo molto ben tenuto in cui sono custodite, segnalate e descritte migliaia di specie di piante endemiche ma anche importate. Una visita che, da sola, soprattutto per i più piccini, vale molto più di centinaia di lezioni a scuola. Ci sono anche gli animali (come cervi e mufloni) da osservare nelle vaste aree recintate e, se siete fortunati, potrete avvistare la fauna selvatica: volpi, ricci, donnole e altri piccoli mammiferi roditori, poiane e ghiandaie, non mancano esemplari di picchio verde, gufo, allocco e differenti specie di falchi.

ristorante hotel degli amici i diari della caponata
Il tagliere dei salumi del ristorante dell’Hotel degli Amici

L’altra tappa -ovviamente- è gastronomica, scoperta quasi per caso, ed è stata una piacevole sorpresa. Si tratta del ristorante dell’Hotel degli Amici. Accoglienza calda e professionale, piatti della tradizione locale, semplici e gustosi. Noi abbiamo assaggiato il tagliere dei salumi, la pasta fresca con il sugo di capretto e la grigliata mista. Tutto accompagnato da un buon vino sfuso.

Una sosta appetitosa che si aggiunge alle altre esperienze da ripetere, magari nella stagione autunnale.

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